Un caffè senza zucchero – 15
5 giugno 2014 § Lascia un commento
La sveglia è mattiniera. Anche se nessuno mi ha chiamato, sento che è il momento di alzarmi. Scendo e vedo che c’è qualcosa per colazione: latte, caffè e pane. Mi tengo il caffè per ultimo e me lo sorseggio assorto nel mio mondo. Il sapore è nuovo, quasi fosse la prima volta che bevo quell’intruglio nero. Sarà l’ambiente, chissà.
Esco e mi immergo nella città mai ferma. Davanti a me vedo l’uomo di ieri sera e mi fermo a guardarlo. Sta parlando con altre due persone e sorride gesticolando vistosamente. Poi si battono una mano sulla spalla e ognuno se ne va dalla sua parte. Lo seguo tenendomi lontano, fuori dalla sua vista. Cammina a lungo e io con lui. Si ferma in edicola, compra il giornale e se lo mette nella borsa in pelle che porta con sé. Cammina ancora finché incontra una donna, si ferma, le parla, la bacia sulla guancia e se ne va. Lo lascio andare mentre si perde fra i passanti. Ora seguo lei: cammina verso di me e mi passa a lato. Sorride assorta nei suoi pensieri. Mi tengo a distanza facendo attenzione di non perderla. La vedo entrare in un ufficio pubblico, al piano terra di un palazzone ministeriale. Entro anch’io e salgo le scale dietro di lei. La vedo salutare confidenzialmente alcune persone e sparire dentro uno stanzone. Pare arrivata. Io invece gironzolo ancora un po’ e poi ridiscendo. Esco e mi ritrovo ancora in strada. Il traffico muove la vita e io mi sento perso. Ho seguito per brevi attimi la vita di una persona che si è incrociata con la mia e poi quella di un’altra persona che si è incrociata con quest’ultima… Una serie di incroci, di fili che si annodano e poi si perdono come per caso… Seguire la vita di qualcun altro è perdersi nei meandri del caso, nel buco del nulla… Vite diverse, vite normali… Chissà cosa cercavo… e chi seguivo… Ma ha poi senso seguire la vita di un altro? E la nostra vita chi la segue? La mia dov’è? Dove l’ho lasciata? E’ questa la mia vera vita?
Mi siedo su una panchina e mi nascondo il viso fra le mani. Poi apro gli occhi e vedo quella donna seduta a pochi passi da me. L’ho vista ancora, forse stamane, il suo viso mi è familiare. Le sorrido a lungo finché me la ritrovo seduta accanto. Prende la mia mano e la chiude fra le sue.
– Ti ho visto alla mensa… – sussurra – Sei nuovo?
– Sì, sono nuovo.
– Posso stare con te?
(continua)
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