Un caffè senza zucchero – 7

30 aprile 2014 § Lascia un commento

images-3Resto lì a guardarla mentre il treno riprende la sua corsa. Qualcuno è salito, altri sono scesi e il mondo nella carrozza è cambiato.Ho voglia di starmene da solo, di scollegarmi da tutto e da tutti: ho bisogno di non pensare. Non pensare. Ogni tanto ci provo e mi riesce così difficile. Ho qualche sprazzo di pace, ma poi nascono domande e pensieri e cose che pensavo non ci fossero più.
Ho mentito a Milena, ma è poca cosa rispetto ad aver mentito a me stesso. Troppo a lungo ho aspettato e ho lasciato le cose come stavano. Ho visto scorrere la mia vita come adesso vedo scorrere la notte dal finestrino del treno. Luci e ombre di una vita non mia.
Alle volte guardavo la mia vita come uno spettatore non pagante. Così credevo. Invece il biglietto l’avevo già pagato, lo stavo pagando. E anche alquanto salato.
Che strano. Viaggio su questo treno da poche ore e mi sembra di vivere in un altro mondo, in un’altra vita.
Ma forse è solo un’illusione. E’ il treno. E’ il treno che ti fa vedere il mondo da un altro punto di vista, che ti fa vedere un mondo che altrove non c’è. E chi ci viaggia subisce questa magia, questa trasposizione e incontra viaggiatori che come lui vivono questa dimensione-altra.
Che strano viaggiare in treno. Stai fermo mentre il mondo si muove. Stai fermo mentre il mondo cambia.
Ecco così è il treno. E ti porta lontano. Sulle sue rotaie di ferro, lineari, perfettamente distanziate, che non s’incontrano mai, dove nulla è lasciato al caso, ma dove tutto può accadere.
Stai fermo mentre il mondo cambia. Ecco quello che è successo a me. Stavo fermo mentre tutto attorno a me cambiava e io non me ne accorgevo. Credevo semplicemente, banalmente, invece che tutto rimanesse immutato, fermo, monolitico. Invece no, invece tutto, con una lentezza impercettibile e costante, mutava irrimediabilmente. Un lento viaggio senza ritorno, uno scivolamento, una deriva della vita che non ti lascia il tempo per accorgerti. Attimo dopo attimo tutto cambiava e io rimanevo aggrappato a un mondo passato, a un ieri dimenticato, come un cartone di pizza vuoto che mostra le macchie di unto. Solo un cartone unto da buttare via.

(continua)

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